martedì 10 agosto 2010

Campagna amica...e vicina di casa

Sempre più spesso, facendo la spesa, si avverte la distanza che ci separa dal prodotto che mettiamo nel carrello: contrariamente a quello che succedeva qualche decennio fa, non sappiamo chi ha confezionato le uova che acquistiamo, non sappiamo con quale latte siano prodotte le nostre mozzarelle(bianche o blu che siano) o dove sia nato il suino che ha dato origine al salame che affettiamo.

Abbiamo questa sensazione a causa della distanza infinita che ci separa dagli alimenti, dal numero di passaggi che i prodotti soffrono, dalle migliaia di chilometri che gli stessi percorrono per arrivare sulle nostre tavole, a discapito dell’ambiente e del nostro portafoglio. Migliaia di contadini vengono affamati perché possiamo acquistare verdure anonime e frutta fuori stagione a prezzi convenienti, convenienti soprattutto per chi, senza sporcarsi mai le mani di terra, guadagna milioni spostando merci.

Se anche voi vorreste vedere in faccia chi prepara il ravaggiolo che divorate o parlare con chi sala il vostro prosciutto, se anche voi vorreste avere un ortolano di fiducia o farvi consigliare dal produttore in quale olio intingere la bruschetta, da oggi potete: ogni martedì e ogni sabato, dalle 8 alle 13, in Via Roccastrada e ogni giovedì, stesso orario, nel piazzale della Chiesa del Cottolengo, a Grosseto, si tiene il mercato “Campagna Amica” organizzato dalla Coldiretti, in cui agricoltori e allevatori vendono direttamente e orgogliosamente la propria produzione. Potrete trovare carni e salumi, formaggi di pecora e di mucca, olio e vino, frutta e verdura a prezzi equi e con la possibilità, impagabile, di poter tornare la settimana successiva a dimostrare il vostro apprezzamento o le vostre critiche direttamente al produttore che sarà felice di ascoltarvi.

Prossimamente parleremo nel dettaglio dei vari produttori, ma intanto date retta a un bischero, fate una visita, magari al mattino presto, meglio ancora lasciando l’auto in garage: farete un favore all’aria che respirate e il vostro palato vi ringrazierà infinitamente.

Senza fiamma


Quanti modi conoscete per cuocere la pasta? Parlo di tortiglioni e rigatoni, di fusilli e spaghetti, di alimenti quotidiani il cui metodo di cottura è talmente consolidato nella cultura popolare, da essere considerato un dogma. Un litro di acqua per ogni etto di pasta, un tot di sale(sforzatevi di trovare la vostra giusta misura a occhio, il cucchiaino è una misura fredda e sterile) e quando si arriva ad un bollore irruento(mandate in vacanza l’ansia per una volta) il giusto tempo di cottura secondo il formato e il gusto personale.


Il risultato lo conosciamo tutti, il piatto italiano per eccellenza, il protagonista di tavolate sontuose o di veloci spaghettate. Un trionfo.

E se vi dicessi che esiste un’alternativa a quanto appena esposto, che esiste un metodo almeno altrettanto buono per cuocere alla perfezione le vostre penne preferite(un giorno vi parlerò delle mie), un metodo che vi fa anche risparmiare? Non ci crederete, ma questo metodo esiste davvero, ho avuto modo di sperimentarlo grazie alle indicazioni dell’ottimo Luciano Mallozzi, anche se l’idea è riconducibile al Cav. Agnesi(quello dell’omonima pasta naturalmente) ed è di facilissima esecuzione.

Occorrono soltanto un paio di asciughini(o posatini che dir si voglia): mettete sul fuoco le normali proporzioni di acqua e sale(magari utilizzando il coperchio per risparmiare tempo e gas) e quando l’acqua bolle, buttate la pasta mantenendo il fuoco vivo per due minuti. Spegnete quindi il fuoco, mettete il coperchio e poggiate sullo stesso gli asciughini, per limitare la dispersione di calore. Lasciate riposare per il tempo di cottura indicato sulla confezione e scolate. Avrete una pasta perfettamente cotta e l’acqua di cottura, contrariamente a quello che succede con il metodo tradizionale, sarà limpida, segno che le sostanze nutritive sono rimaste nella pasta e non si sono disperse nell’acqua.

Provate e fatemi sapere, buon appetito.

lunedì 2 agosto 2010

Prezzi pazzi!

Negli ultimi mesi ho avuto modo di conoscere, inizialmente grazie alla manifestazione Maremma Wine Shire di maggio, un'importante azienda vitivinicola maremmana e di apprezzarne la produzione, molto originale e piacevole.

Ho avuto l'occasione di acquistare diverse annate del vino di punta dell'Azienda ed ho notato la sensibile differenza di prezzo presente sul mercato: se l'ultima annata commercializzata viene venduta, in Italia, a 20/25 euro, le annate immediatamente precedenti sono disponibili, con una piccola ricerca, a 6/7 euro.

Non mi soffermo sul nome dell'Azienda perchè non varierebbe la sostanza del mio discorso e perchè mi sembra che la tendenza sia piuttosto diffusa, tanto che da più parti si fa largo l'idea di creare gli Outlet del Vino sull'esempio di quello che avviene nel mondo della Moda.

Ha senso tutto ciò? Soprattutto ha senso che in saldo vadano vini con elevati potenziali di invecchiamento e non vini da consumare giovani? O forse, causa crisi economica e saturazione del mercato, moltissime cantine, anche blasonate, si ritrovano a corto di liquidità, e svendono i loro magazzini?

domenica 1 agosto 2010

Vermentino Stellato 2008 Pala


Capita anche ai migliori di sbagliare un abbinamento, figurarsi se non poteva accadere a me. Serata tranquillissima a casa con Ila e Simone, cavie inconsapevoli, tipica cena estiva(pasta fredda pesto, pomodorini e pinoli; prosciutto e melone, mozzarella, salame e olive) arrivo a casa di corsa, come sempre dal lunedì al venerdì: in frigo nulla sembra veramente adatto e così azzardo un vermentino, lo Stellato 2008 di Pala.

Il paglierino è assai luminoso, quasi scintillante, il naso fornisce un ottimo ventaglio di sensazioni: spicca la salvia, la segue una frutta tropicale non troppo matura(ananas) e su tutto una netta mineralità. In bocca si trova soprattutto la nota agrumata(pompelmo), ma quello che connota profondamente questo assaggio è la sapidità.

E cosa c'entrano il pesto o il prosciutto, il salame e le olive?

Bella domanda e sono d'accordo con voi che non si tratti proprio di un abbinamento indovinato. Onore al vino quindi, se la bottiglia finisce lo stesso per vuotarsi e se più di un commensale commenta positivamente il prodotto.

Onore ai Pala che producono questo vermentino in buona quantità, lo confezionano con ottimo gusto(bottiglia abbigliata elegantemente, addirittura avvolta in un foglio scintillante) e lo vendono a prezzi molto onesti(facilmente reperibile intorno agli 11 euro, ma con possibilità di spuntare un prezzo sensibilmente inferiore).

Per la prossima volta potremo seguire il consiglio della guida Duemilavini (cous cous con i ceci) o virare su dei classici crostacei, restando comunque alla larga da cibi troppo saporiti.