Nella stessa sede però Luca Maroni ha affrontato anche due tematiche che mi sembrano molto importanti in prospettiva, anche se soltanto una mi trova d'accordo: ha parlato infatti della questione dei formati e della questione del grado alcolico.
Per quanto riguarda i formati concordo che al più presto sia da promuovere la diffusione di formati spesso snobbati(0,375 l) o la creazione di nuovi formati(0,500 l e 1 l) come già sperimentato, ad esempio, da Fontanafredda con la linea "Valori bollati".
I nuclei familiari e le grandi adunate si vanno assottigliando, gli appartamenti sono sempre più piccoli e se talvolta si arriva a 6 commensali, spesso a 4, ancora più spesso a 2 o si stappa da soli, la classica bordolese sarà spesso eccessiva, e talvolta scarsa con dispendio di soldi e di prodotto.
Altro discorso quello sulla tendenza a creare vini meno alcolici, così da dare spazio al famigerato "frutto", d'accordo anche su questo, ma soltano sui vini che per collocazione geografica o caratteristiche proprie presentino queste caratteristiche; al contrario Maroni suggerisce la "dealcolizzazione" un processo che diminuisce il grado alcolico e per chi, come me, vorrebbe che il vino subisse meno processi possibili, non s'ha da fare.
