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mercoledì 7 settembre 2011

La fine dell'assedio




A gridar vittoria non ce la faccio, diciamo che è stato respinto l'invasore a colpi d'urna, ma i problemi di fondo rimangono e da oggi ci saranno da risolvere quelli, senza più un nemico comune da combattere.

Restano in cantina le "poche" bottiglie non ancora vendute, restano le piante di merlot e cabernet che se non possono produrre Rosso, certo non debbono produrre aceto, restano gli ettari di sangiovese piantati dove in realtà il sangiovese non cresce bene, o perlomeno non a livelli di Montalcino, in un momento in cui l'espansione dei mercati obnubilava le menti, restano le bottiglie di Brunello a 10 euro, la scarsa fama del Rosso, mentre invece ce ne sono di eccellenti, il Brunello negli hard discount, gli strascichi di Cisternopoli e chissà cos'altro.

Serve, credo, che l'assemblea dei produttori individui al più presto una strada per il futuro che, se necessario, preveda anche una contrazione della produzione, una più accurata assegnazione dei diritti, un maggiore autocontrollo sul rispetto dei disciplinari che porti la credibilità di Montalcino in alto, ai livelli che le competono.

Chi dovrà prendersi l'onere di guidare e incanalare questo nuovo corso non lo so, ma temo che lo attenderà un compito non molto semplice, auguri.

lunedì 29 agosto 2011

Lasciamoli in pace


Torna alla ribalta la questione della modifica del Disciplinare del Rosso di Montalcino.

Il problema rimandato a febbraio, quando già ebbi modo di affrontare l'argomento in altro post, si ripresenta in un periodo un po' indelicato, la vendemmia, ma d'altra parte i nostri eroi hanno un master in "tempistica errata".

Non c'è motivo per cambiare il Disciplinare, se non per santantimizzare il Rosso e riciclare i filari di vitigni internazionali dei grandi elettori, ma francamente mi sono anche stufato di dire ai Montalcinesi cosa debbono fare.
Sanno benissimo cosa fare e, poco propensi ad accettare consigli non richiesti, rischierebbero di darsi la zappa sui piedi, per quelli che ancora la maneggiano, pur di non dare soddisfazioni a quegli esperti, talmente esperti, che nella vita fanno un altro mestiere.

Voteranno secondo coscienza, magari chiedendo conforto a qualche vecchio montalcinese di quelli che con la zappa potrebbero anche scrivere, e non ci saranno problemi, almeno per chi negli anni ha lavorato con giudizio senza costruire cantine hollywoodiane e pagare uaimecher dei miei stivali.
Per gli altri sarà solo giunto il momento di smetterla di campare di rendita e di iniziare a tirare fuori le doti di imprenditori. Se ne hanno.